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Salvatore Enrico Anselmi

Salvatore Enrico Anselmi has 10 articles published.

Pioggia

Pioggia-01

Sul mondo la pioggia cade,

sulla polpa viva dei corpi

e sulle carcasse dei morti, Leggi tutto

Correva

copertina anselmi+

Correva, è caduta, si è accasciata sulle ginocchia e poi con le mani sull’asfalto e la faccia a terra. Qualcuno l’ha spinta mentre caracollava in direzione di un autobus, con le buste della spesa, con le buste della spesa che si sono sciolte sull’asfalto mentre pioveva e l’asfalto era bagnato. È straniera. Da poco in Italia. Parla poco e conosce poco la lingua. Correva per salire sull’autobus. Sull’autobus altre donne come lei, con lo stesso fagotto di pensieri irrisolti sotto il braccio, con la stessa agonia negli occhi, con la stessa voglia di scappare e il terrore di farlo. Leggi tutto

Il vento sorvolava la terra

11 Rafael Dias (Kin Jin)

In corsa rapida il vento sorvolava la terra e il mare. L’abbiamo scrutato, con occhi acuti e stretti per sopportarne la sferza. In equilibrio precario sulla roccia di lava che dall’acqua emergeva, abbiamo puntato i piedi e siamo rimasti dritti contro il vento, due lance, due pali, due popoli alleati, due storie che trovavano nel puntello la chiave di volta per condurre a buon fine il tratto dell’intesa. Leggi tutto

Il sogno dell’albero

1 Apnavi Thacker, Drawing Breath XXXIX

S’aggrappa al cielo l’albero coi rami, come se il cielo potesse sorreggerlo davvero, oscillante in lento, armonico dondolio. Verdeggia sopra la gloria dei campi, silenti testimoni dei giorni arroventati. Leggi tutto

Il fiume

3 Fernando González

Ero il luogo

l’alveo largo e complice

dove avresti dichiarato la resa al sonno. Leggi tutto

Ero fermo

Run

Ero fermo e ti guardavo da dietro il vetro. Docili prima della partenza eravamo entrambi, docili nell’attesa. Io rimanevo dietro il vetro e tu dall’altra parte. Leggi tutto

La voce dell’innocenza

32 Tres Roemer

Era la voce dell’innocenza, l’elegia della verità, l’apologia del più alto sentire.

Ma l’hanno zittita con gesti insofferenti e di rabbia. L’hanno percossa e abbandonata sul ciglio, rotolata sui massi, ingiuriata la memoria, mistificati la tradizione e il ricordo. Leggi tutto

Intorno all’albero alto si balla

61 Vero Firidolfi

Alla luce densa espongo le mie ossa e i muscoli che le ricoprono per poterli vedere e riconoscere come parte del mio corpo. Alla luce che diffonde le promesse del giorno alzo le mani e guardo. Mani di uomo, fatte per il lavoro, costruite secondo una struttura prensile e opponibile per compiere azioni complesse. Guardo il petto dentro il quale si espande il respiro. Lo vedo da sopra e soltanto in parte. È il luogo che preme più forte, che spara di gran cassa, esalta, uccide e rilancia più in alto. Si contrae come un mantice. È la membrana a pieghe di uno strumento attraversato dall’aria. Latra e respira. Riannoda e compone insieme note atmosferiche, nenie velate che si sfaldano a grani. È voce dal ventre e di petto, vibrante di interferenze grasse. Leggi tutto

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