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Fuori Catalogo: musica emergente nelle librerie indipendenti

Abbiamo incontrato gli autori di Fuori Catalogo: un format nato sul web per il web, per promuovere librerie indipendenti e artisti emergenti. Valerio Casanova, Roberta Cacciapuoti e Davide Raimondo ci raccontano la nascita e l’evoluzione di un reportage innovativo tra YouTube e Facebook. Librai indipendenti, musicisti emergenti, quartieri e città della realtà creativa dell’undergound da Nord a Sud, da Napoli a Torino. 

Il Web ha bisogno di format come Fuori Catalogo? E, se sì, perché?  Che peso assume il reportage in canali di diffusione come YouTube e Facebook?

Noi crediamo di sì. Certamente quando abbiamo ideato Fuori Catalogo ci ha mossi innanzitutto un pensiero “di pancia”. Era la sommatoria precisa della nostra passione per la letteratura con la musica che ci piaceva ascoltare. Già questo – il fatto di invitare un musicista a portare un libro che ha amato e a raccontarcelo – ci sembrava offrire uno sguardo diverso rispetto ai vari format di live acustici che già popolavano youtube. Il passo successivo è stato sfidarci a raccontare dei luoghi, ovvero le librerie e i quartieri (o le città) che le ospitano. Ci siamo detti che sarebbe stato bello andare a tastare il polso di quei territori e provare a raccontarli sul web, da un lato per immagini – negli stessi video live – e dall’altro intervistando i librai.

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Cosa sono le librerie indipendenti? Cosa rappresentano nella società di massa? Perché avete scelto di raccontarle?

Le librerie indipendenti sono due cose: da una parte sono degli esercizi commerciali; dall’altra, oggi più che mai, rappresentano dei punti di agitazione culturale. Se fossero solo la prima cosa, un negozio, avrebbero vita piuttosto breve nell’epoca di Amazon. Se fossero solo la seconda, degli attori sociali, probabilmente non sarebbero sostenibili per chi le anima, né sarebbero altrettanto efficaci. Girando i video ci siamo resi conto che una libreria è quasi sempre un microcosmo. Se vuoi capire qualcosa di un luogo abitato vai ad osservare la sua libreria, oppure fai delle domande a chi lì ci lavora. Avrai una cartella clinica abbastanza fedele! Noi cerchiamo di far arrivare quella cartella clinica sui social media, dove troviamo anche persone che magari in una libreria normalmente non troverebbero molti motivi per entrarci.

Fuori Catalogo è anche approfondimento sulla musica d’autore contemporanea. Qual è l’atteggiamento del mercato discografico nei confronti degli artisti che incontrate?

Non abbiamo dati certi da consultare, ma direi che possiamo andare sul sicuro nel dire che gli artisti che incontriamo vendono pochi dischi e quasi tutti ai loro concerti. Sia chiaro, pochi rispetto alle cifre che una espressione come “mercato discografico” fa venire in mente. È noto: streaming e web hanno messo in ginocchio discografia ed editoria. Nel caso della musica d’autore contemporanea ci sembra che esista un filone alternativo, forte, che si fa spazio per due vie. Da un lato la musica live, dall’altro i social media (e youtube in particolare). Noi abbiamo scelto di raccontare quelli: li facciamo suonare dal vivo e li mettiamo su youtube. Le logiche delle major sono completamente estranee ai musicisti a cui proponiamo il nostro format. Un po’ per comodità, la chiamiamo musica indipendente, perché sono le etichette indipendenti a raccoglierla. E comunque ci piace pensare che indipendente sia sinonimo di un mercato in cui la qualità del prodotto culturale sia ancora la cosa più importante, di là da qualunque logica di vendibilità e cose di questo genere.

Esistono una musica d’autore del Nord e una musica d’autore del Sud? Esistono librerie indipendenti del Nord e librerie indipendenti del Sud? Quali sono gli elementi in comune e quali, invece, le peculiarità delle diverse realtà?

È difficile dare una risposta netta. Di sicuro c’è una correlazione tra un posto e le canzoni che scrive la gente che ci abita, ma che questo produca dei filoni granitici è raro che succeda. Napoli e provincia hanno all’apparenza un carattere molto preciso dal punto della musica d’autore (anche rispetto ad altri luoghi del sud), eppure andando a grattare la superficie si trovano esperienze anche molto alternative. Noi abbiamo cercato di dare spazio anche a quelle esperienze lì; anzi: innanzitutto a quelle. Riguardo alle librerie, adesso con la seconda stagione siamo sbarcati a Torino. Abbiamo cominciato a girare i primi video lì e ci siamo accorti che c’è almeno una differenza macroscopica. In Campania il libraio è Don Chisciotte, eroe più o meno solitario che sfida le catene e, specie in provincia, l’immobilismo culturale. A Torino tutti i librai si conoscono, fanno rete, condividono esperienze importanti. Una libreria ce ne consiglia altre dieci! Quanto questa differenza possa essere estesa a tutto il nord non lo sappiamo, perché Torino probabilmente fa un po’ esperienza a se vista la grande tradizione nel mondo del libro.

Perché siete fuori catalogo?

Perché le cose che ci proponiamo di filmare lo sono. L’idea è quella che sul nostro canale si possano trovare cose un po’ difficili da recuperare, che siano canzoni o le esperienze di chi anima le librerie.

Tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre siete partiti con la seconda stagione, con il cantautore napoletano Raffaele Giglio e Libreria Dante & Descartes di Napoli. Novità rispetto alla prima stagione? Qualche anticipazione?

Come detto prima siamo arrivati a Torino, quindi la novità principale è che andremo alla scoperta della scena indipendente torinese. Un nome? Il 9 novembre uscirà il video che abbiamo girato con Daniele Celona, nella libreria il Ponte sulla Dora. Non vediamo l’ora di farvelo vedere.

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Intervista a Daniele Celona, libreria “Ponte sulla Dora”, Torino

di Andrea Capuano

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