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Il paesaggio sonoro dei Julie’s Haircut

Non è una cosa che capita tutti i giorni quella di potersi affacciare ad un sound così fresco, originale, aleatorio e indefinibile nella sua autenticità. Sono queste le prime sensazioni che si possono avvertire durante l’ascolto di Invocation And Ritual Dance Of My Demon Twin, il settimo album della band di radice emiliana che risponde al nome di Julie’s Haircut.

I cinque componenti, entrati da poco nel roster dell’ etichetta londinese Rocket Recordings, hanno infatti dato vita ad un disco vario e ricco di contrasti, caratterizzato da densi ed evocativi tappeti sonori pronti a trasformarsi in ipnotici ed animaleschi ritmi dal sapore sciamanico. Possiamo cogliere con facilità, durante l’immersione nel mondo onirico dell’album, il senso più profondo del concetto di psichedelia nonché il chiaro riferimento al senso di ritualità a cui allude infatti il titolo.

A giustificare tale particolarità e purezza è sicuramente il processo compositivo adottato dai membri del gruppo durante la registrazione della propria musica. Fin dal 2005 infatti, la band racconta di estrapolare i propri pezzi da libere improvvisazioni prima registrate in studio, e solo dopo modellate e rifinite.

Tra i tanti spunti offerti da questa musica, apparentemente scollegata da regole e schemi convenzionali, ritroviamo facilmente quello della ripetizione ritmica, della danza inarrestabile, dello spaesamento, del catartico abbandono alla contemplazione. Grazie alla commistione di riferimenti talvolta opposti, ci imbattiamo in un paesaggio sonoro che si barcamena abilmente fra antico e moderno, che stimola nuove percezioni e riesuma allo stesso tempo le più primitive sensazioni umane.

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Tutto ciò sembra impacchettato con il fine unico di fondersi con il tutto, di bloccarsi nel presente di questi spazi di dispersione, in quella zona oscura capace di trasmettere l’adrenalina di cui spesso e soprattutto in Italia ci stiamo sempre più dimenticando. Forse è proprio questo il problema. Abbiamo perso la sana abitudine di addentrarci nel buio, o sapremmo farlo se solo avessimo il coraggio di concederci una passeggiata tra i nodi di appassionanti grovigli sonori.

“Invocation And Ritual Dance Of My Demon Twin” è uscito il 17 febbraio per Rocket Recordings, distribuzione Audioglobe.

Line-up: Laura Agnusdei: sassofono, voci, tastiere; Nicola Caleffi: chitarre, voci, basso, tastiere; Luca Giovanardi: chitarre, tastiere, basso, voci; Andrea Rovacchi: tastiere, percussioni; Andrea Scarfone: chitarre, basso; Ulisse Tramalloni: batteria, percussioni.


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