mother-poster_1

Mother!: la Genesi e l’Apocalisse secondo Aronofsky

Moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli. Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ma egli ti dominerà, Genesi (3,16)

Molte potrebbero essere le chiavi interpretative dell’ultimo film di Aronofsky presentato durante l’ultimo festival del cinema di Venezia. Vi sono aspetti psicologici che caratterizzano i due protagonisti interpretati da Jennifer Lawrence e Javier Bardem, aspetti sociologici riscontrabili nei rapporti individuo-individuo, individuo-ambiente, individuo-massa. Vi è poi una diegesi apparentemente decostruita nel tempo e soprattutto nello spazio, identificato in una singola struttura: la casa. L’aspetto però più esplicito del lavoro del regista statunitense è quello religioso. Tutto il racconto infatti altro non è che la messa in scena di episodi noti e caratteristici per la cultura occidentale delle scritture bibliche.

In questa analisi si cercherà di seguire la diegesi filmica parallelamente ai fatti e ai libri più rappresentativi delle Sacre Scritture.

LA GENESI DEL FILM

La prima inquadratura del film è un primo piano su una donna circondata da fiamme. Questa immagine è un flashback e un flashforward allo stesso tempo che richiamerà l’ultima inquadratura del film costruendo così una struttura narrativa circolare.

La seconda inquadratura è sempre un primo piano dove viene inquadrato il protagonista, che chiameremo “Lui”, mentre ripone una pietra preziosa su di un piedistallo; improvvisamente la casa apparentemente distrutta si rigenera in ogni singola stanza, come per magia. Compare da subito un elemento misterioso che contribuisce a ricoprire la prima metà del film di un alone di mistero simile all’horror di Polanski, Rosemary’s Baby.

La seconda sequenza ci introduce il personaggio femminile, la Madre, mentre cammina per la casa. La MDP la segue facendoci esplorare l’ambiente della casa. Lei accenna ad uscire (sarà l’unica volta che la vedremo fuori le mura domestiche) e l’ambiente che circonda la casa è uno spazio aperto in mezzo alla radura. I vestiti, e le luoghi fanno pensare ad un’ambientazione fine ottocentesca, scopriremo solo più tardi che la coppia di amanti ha deciso di condurre una vita pauperistica.

Poco dopo, alle spalle della protagonista, compare Lui. La MDP ruota velocemente come ad eccentuare i caratteri di mistero e suspance che permeeranno la prima parte del film. La prima interazione ci mostra delle difficoltà tra i due che nel corso della diegesi saranno amplificate dagli eventi. Lui, uno scrittore, è un uomo gentile, calmo, ospitale, ma allo stesso tempo schivo e indifferente rispetto la figura di Lei.

La terza sequenza ci mostra, di nuovo, la casa. Lei sta dipingendo le pareti quando improvvisamente percepisce una oscura presenza all’interno della casa stessa.

ADAMO

La quarta sequenza è il primo plot point del film. Tra la calma e la noia della vita coniugale si intromette ed irrompe in piena notte un uomo. É un dottore, un ricercatore, con il vizio dell’alcool del fumo, con problemi di salute.

Notiamo come ormai è chiaro che la protagonista della storia è esclusivamente Lei, dal momento che la MDP la segue continuamente con insistenti inquadrature strette, tipiche del regista Americano. La vediamo scendere nel piano inferiore della casa, e ancora una volta la donna, trovandosi da sola, percepisce qualche cosa di sinistro provenire dalla casa stessa.

Ritorna dal marito che in compagnia dell’ospite è intento a raccontare la storia della pietra preziosa che avevamo visto ad inizio film. Scopriamo che Lui, fu vittima di un incendio che distrusse tutto, ma dalle ceneri comparve proprio quella pietra preziosa.

Nel pieno della notte, l’uomo ha un malore e vie soccorso da Lui che cerca di coprire alla vista di Lei una ferita sul costato.

La mattina seguente come se nulla fosse accaduto, l’uomo, che compare da dietro l’anta del frigo destando paura e amplificando il senso di terrore che permea la prima parte del film, è sano e rigenerato. Improvvisamente alla porta suona una donna (Michelle Pfeiffer), moglie dell’uomo, i due si baciano con un caloroso e passionale bacio. Lei è una donna volgare, perversa, invadente, spregiudicata, insomma ha solo aspetti negativi, si rende odiosa da subito.

Lui decide di invitare la coppia a restare, malgrado il lavoro al suo nuovo libro stesse andando a rilento e la presenza dei coniugi non fosse gradita da Lei.

Lui e l’uomo escono per una passeggiata mentre Lei e la donna restano in casa. Lei, mentre parla della casa in cui vive usa una prima frase decisamente indicativa per la nostra chiave di lettura:
– Sa, ci passiamo tutto il tempo qui e voglio che sia un Paradiso.

Dopo che i due uomini tornano a casa Lei e Lui si fermano a parlare, in questo momento i due coniugi salgono nello studio di Lui e accidentalmente rompono in mille pezzi la pietra preziosa. Lui irato blinda la stanza e stacca il pomo dalla porta. I due coniugi sono invitati ad andare via di casa, ma in modo spregiudicato ignorano gli ordini. Improvvisamente compaiono i due figli della coppia che per problemi legati al testamento si azzuffano fino a che uno dei due fratelli colpisce l’altro a morte con il pomello della porta. Il ragazzo fugge mentre lui e la coppia decidono di portare il ragazzo ferito in ospedale. Lei resta a casa da sola e scopre che nel luogo del delitto si era formata una fessura nel pavimento dove il sangue cola fino al piano inferiore. Scende le scale e trova una nuova stanza, al di là del muro, al cui interno vi è una stufa a cherosene. L’alone di mistero raggiunge l’apice. Si fa notte repentinamente e il ragazzo omicida torna a far visita nella casa per recuperare il portafoglio e fuggire poi di nuovo. In questa scena vi è persino un jump scream che rende insieme ad altri elementi un vero e proprio Horror.

In piena notte parenti ed amici del defunto giungono alla casa e celebrano il funerale. A pronunciare l’elogio funebre è Lui che in qualità di scrittore viene invitato a parlare;le sue parole sono commoventi e muovono gli animi di tutti gli invitati. Presto però il rito funebre degenera in una festa orgiastica dove i vizi degli uomini prevalgono sul dolore. Dopo aver cacciato gli invitati di casa per la loro insolenza, Lei manifesta il suo disappunto verso gli atteggiamenti di Lui, facendo emergere problemi coniugali legati al sesso e al volere dei figli. Mossi dalle provocazioni i due fanno sesso: Lei il giorno dopo è incinta.

L’annunciazione della notizia è il secondo Plot Point del film. Dopo averlo appreso Lui prende carta e penna e inizia a scrivere, mosso dall’ispirazione, dalla vita che lui stesso aveva creato. L’atto di creazione perciò è duplice, fisico e intellettuale. Lei invece va testualmente a “mettere mano all’apocalisse”.

Tutto sembra essere tornato alla normalità, nella casa è tornato il sole, la calma, la fessura sanguinosa nel pavimento si è chiusa, il poeta ha concluso la sua opera.

Da questo momento in poi però, il Caos. Le parole del poeta grazie al suo editore si sono diffuse, i seguaci e amanti dello scrittore si riuniscono presso La Casa e invitati a restare dalla bontà e dalla vanità del poeta iniziano a compiere atti orribili, la ferita della casa si riapre e la pozza di sangue nel pavimento si allarga. La casa è invasa da centinaia di persone, ciascuna di esse rappresenta l’uomo sotto ogni sfaccettatura negativa. Ladri, avidi, vandali, pervertiti, assassini, fanatici e via dicendo entrano nella casa, la invadono come fossero morti viventi (vi è una soggettiva di Lei alla finestra che richiama palesemente una inquadratura del film di Romero La notte dei morti viventi), affamati del verbo e delle parole di Lui. Una serie di eventi violenti scuotono la casa e La Madre, in un momento si è in un film di guerra,poi in uno post apocalittico dove si deve sopravvivere al rischio delle infezioni, poi ancora in un documentario dove si mostrano i movimenti politici rivoluzionari (si sentono cori come Y el pueblo unido jamas serà vencido) . Vi è da notare come in questa macro-sequenza la forma-documentario prevale come messa in scena delle immagini rispetto a una narrazione filmica tradizionale. Lo spettatore segue sempre Lei che come una reporter ci mostra l’ orrore della violenza.

LA NASCITA

Dopo questa serie di tragici eventi Lui mette al sicuro Lei nella stanza che era stata blindata. Il bambino nasce. È un maschio. I due genitori litigano, la donna vuole far prevalere l’attaccamento materno mentre Lui, non curante dei pericoli che fino ad allora avevano messo a repentaglio la loro vita, vuole a tutti i costi mostrare il neonato ai suoi seguaci. Dopo un tempo indeterminato di attesa Lui leva il figlio di dosso a Lei e lo dona alla gente che con avidità e violenza lo smuove fino a ucciderlo rompendogli il collo. La donna disperata corre verso il cadavere che trova smembrato su un altare circondato seguaci del poeta che mangiano la carne del bambino. La donna presa dalla disperazione e dalla furia uccide violentemente alcune persone per essere poi aggredita, insultata e picchiata quasi a morte. La vendetta materna non tarda ad arrivare. Il quadro infernale è cambiato, ora diversi gruppi di persone pregano diversamente gli uni dagli altri. La Madre scende nel piano inferiore della casa, buca la stufa a cherosene e incendia se stessa e il luogo, uccidendo tutte le persone al suo interno. Il primo piano della donna in fiamme, presente a inizio film ritorna, le figure femminili sono diverse e capiamo che il racconto sulla pietra preziosa e del suo passato sono identici al presente, la storia ciclicamente si è ripetuta e l’uomo uscito immacolato dalla distruzione prende dal petto della Madre una nuova pietra simbolo di amore. Il film ricomincia da capo, con lo stesso primo piano di lui che poggia la pietra e la casa che si rigenera.

INTERPRETAZIONI E CONSIDERAZIONI

Il film ad una prima visione mostra un’aspetto non trascurabile e già raccontato dai precedenti film del regista come The Wrestler del 2008 e Il Cigno Nero del 2010, ovvero la crisi individuale dell’io a contatto con un singolo o più individui. Le scelte stilistiche sono simili: dalle inquadrature strette e soffocanti sui protagonisti alla descrizione del paesaggio come elemento fondamentale del racconto, persino la scelta delle locandine di Madre e de Il Cigno Nero rimandano a questo aspetto: una crepa sul volto di una donna.

mother_ver4_xlgblack-swan_poster-535x792

Ad una seconda riflessione si legano bene tutti i punti di una sceneggiatura che potrebbe sembrare senza alcun tipo di senso. Riassumendo in breve un uomo malato giunge presso una casa in costruzione e circondata da un bosco. La casa è abitata da una coppia di amanti apparentemente felici. Dopo aver mostrato profonda ammirazione nei confronti del padrone di casa scrittore di un libro, l’ospite ha un malanno e perde sangue dal costato. Poco dopo (difficile parlare di giorni o ore, il tempo nel film non viene scandito da nulla), giunge presso l’ abitazione la moglie dell’ospite (come nata dalla sua costola) la coppia rappresenta in pieno i vizi dell’uomo:bevono fumano, fanno sesso e sono invadenti a tal punto di entrare nello studio dello scrittore e rompere la preziosa pietra che rappresenta il Pomo d’Adamo. Stanno per essere cacciati quando giungono i loro figli che rappresentano Caino e Abele. L’evento fratricida che si consuma dentro la casa segna la nascita del rito religioso attraverso la funzione del funerale. In un primo momento i fedeli sono pochi e condividono tra loro i propri beni. La fine di questo evento si conclude con la scrittura di un nuovo testo da parte del protagonista. Questo testo di rara bellezza cambierà la vita di chi lo leggerà. Da qui il finale violento che culmina con la nascita di un messia il suo sacrificio e la messa in scena della funzione della comunione come atto di pura antropofagia.

Una parte interessante da analizzare è quella dove vengono mostrati i disastri nella casa per opera degli uomini che agiscono sempre collettivamente. Questi rappresentano in modo confuso tutti gli estremismi politici e religiosi che portano morte e guerra, ma che alla fine si nutrono tutti indifferentemente del corpo di cristo per redimere i loro peccati. Questi che giungono in modo frenetico presso la dimora si nutrono in modo irrazionale e violento delle “sacre scritture” creano reliquie e falsi, si uccidono per i loro idoli. Insomma il clima sembra ricordare un cristianesimo medievale, un socialismo religioso se non addirittura secondo una lettura politica una rappresentazione del periodo post-rivoluzione russa, dove gli scritti e i dettami di Lenin prima e Stalin poi diedero vita a numerosi correnti ideologiche sfociate in un terribile totalitarismo.

Latest from Cinema

RAPSOBDAY

Rapso Birthday!

In occasione del terzo compleanno di Rapsodia stiamo raccogliendo versi e immagini
Vai sopra