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MAJAKOVICH – ELEFANTE

A due anni da “Il Primo Disco Era Meglio” (21 Aprile 2014 per V4V, To Lose La Track e MEtrodora Records) registrato “sotto le mani sapienti di Tommaso Colliva” (Calibro 35, Muse) è uscito il 25 gennaio “Elefante”, secondo lavoro in italiano dei Majakovich, prodotto dalla band e da Andrea Sologni.
Il disco si apre con la solenne “Elefante”, carica di suoni e di feedback, che alterna ritmi di marcia a “pause” colme di archi e introduce , con una voce molto effettata, un’atmosfera tormentosa e nostalgica che pervade tutte le canzoni dell’album. Leggi tutto

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Estetica delle differenze

È celebre l’affermazione di Jean-François Lyotard – contenuta in Discours, figure – per cui l’artista non riconcilia, bensì tollera, che l’unità sia assente. Ebbene, i lettori di «Rapsodia» avranno ben avuto modo di notare la presenza massiva dei collage che accompagnano le pagine della Rivista. Presenza non casuale, in quanto, secondo noi Rapsodi, il collage simboleggia efficacemente la filosofia delle differenze. Si tratta, naturalmente, di una filosofia estetica che va oltre la mera teoria.

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AS MADALENAS – MADELEINE

“Qui, tutto il meglio è già qui, non ci sono parole per spiegare ed intuire e capire, Madeleine, e casomai ricordare tanto, io capisco soltanto il tatto delle tue mani e la canzone perduta e ritrovata come un’altra, un’altra vita…”.

I versi di Paolo Conte, di “Madeleine”, danno il nome, l’anima, raccontano la sensibilità di questo disco intimo, femminile, frutto dell’incontro dello spirito e del talento di Cristina Renzetti e Tati Valle (“As Madalenas”), interpreti fondamentali della musica brasiliana in Italia.

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ITOMOUTH

Per sempre Halloween. La mostrificazione della vita da Foucault a Dumoulié

Il controllo capillare, innanzitutto. Ovvero, il “biopotere”.
In un volumetto del 2011 su “Foucault e le nuove forme del potere”, Stefano Rodotà ha scritto che «Non parliamo più soltanto di una società dell’informazione o di una società della conoscenza, ma di una società della comunicazione, caratterizzata appunto da ininterrotti flussi informativi nei quali tutti siamo continuamente immersi. Siamo, insieme, destinatari e produttori di comunicazioni. E sono proprio le informazioni direttamente prodotte da ciascuno di noi a renderci più controllabili e più governabili».

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LE CÔTÉ SAUVAGE

Je veux des caresses et des étoiles filantes
Et des histories de fesses qui ne soient pas branlantes
Des paresses partagées, de la douceur
Une sensualité qui ne soit pas un leurre
Je veux ta peau pour m’habiller
Et tes baisers comme billets
Puor le voyage à la grande Ours
Remonter de ta bouche à la Source
De l’humanité

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Il rischio, il vuoto e la morte. Scrittura e creazione tra Blanchot e Foucault

La ricerca di Maurice Blanchot (1907-2003) si è sviluppata attraverso un elaborato discorso teorico sulla letteratura e sulla scrittura; discorso che ha assunto un’importanza sempre maggiore per l’orientamento delle correnti letterarie e filosofiche della contemporaneità francese ed europea.

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Squame

Non gli era mai successo. Una cosa tremenda.
Carlo sposta la mano davanti agli occhi per passarsela dietro la nuca e con l’angolo dell’occhio, nell’ultimo momento in cui la sua visuale può registrare l’estremità dell’arto, la sua mano assume al suo sguardo un aspetto squamoso. Dita, torso, palmo, polso, tutti ricoperti da queste squame poligonali come la pelle di un serpente. Carlo si siede su una poltrona e respira profondamente. Deve essere il suo cervello che comincia a dare segni di squilibro.

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