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Mother!: la Genesi e l’Apocalisse secondo Aronofsky

Moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli. Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ma egli ti dominerà, Genesi (3,16)

Molte potrebbero essere le chiavi interpretative dell’ultimo film di Aronofsky presentato durante l’ultimo festival del cinema di Venezia. Vi sono aspetti psicologici che caratterizzano i due protagonisti interpretati da Jennifer Lawrence e Javier Bardem, aspetti sociologici riscontrabili nei rapporti individuo-individuo, individuo-ambiente, individuo-massa. Vi è poi una diegesi apparentemente decostruita nel tempo e soprattutto nello spazio, identificato in una singola struttura: la casa. L’aspetto però più esplicito del lavoro del regista statunitense è quello religioso. Tutto il racconto infatti altro non è che la messa in scena di episodi noti e caratteristici per la cultura occidentale delle scritture bibliche.

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Arctic Monkeys live in Rome – L’adolescenza vista dalla luna

Gli Arctic Monkeys tornano a Roma dopo 5 anni, lo fanno alla Cavea dell’Auditorium, che per l’occasione diventa un catino ricolmo di gente, pronto ad abbracciare il palco, che giganteggia a ridosso della platea. Leggi tutto

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Evergreen – un Calcutta per tutte le stagioni

Era probabilmente il disco indie (o itpop?) più atteso. 906 giorni dopo l’ottimo Mainstream, Calcutta libera “fra la gente” Evergreen. Nel frattempo il movimento ha raggiunto un picco di popolarità difficilmente pronosticabile. I club si sono fatti improvvisamente stretti, e gli artisti indie più famosi sono approdati o approderanno nei prossimi mesi nei grandi palazzetti dello sport. O, come nel caso della voce sempre fuori dal coro di Calcutta, all’Arena di Verona e allo Stadio Francioni di Latina. Leggi tutto

Ippolito Caffi, "Ascensione in mongolfiera nella campagna romana" (1847)

Viaggio in Italia: la nuova mostra sul paesaggio al MART

Apre oggi al pubblico la nuova mostra del Mart, Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto. Il protagonista del percorso espositivo, questa volta, è il paesaggio. Grandi nomi, ma soprattutto grandi capolavori, danno vita alle sale del Mart, immergendo il visitatore fin dai primi istanti in un percorso tutto italiano che lo accompagna, in sei sezioni, da Meridione a Settentrione. Viaggio in Italia. I paesaggi dell’Ottocento dai Macchiaioli ai Simbolisti: questo il titolo scelto dalla curatrice Alessandra Tiddia per la mostra, visitabile dal 21 aprile al 26 agosto 2018. Leggi tutto

32 Tres Roemer

La voce dell’innocenza

Era la voce dell’innocenza, l’elegia della verità, l’apologia del più alto sentire.

Ma l’hanno zittita con gesti insofferenti e di rabbia. L’hanno percossa e abbandonata sul ciglio, rotolata sui massi, ingiuriata la memoria, mistificati la tradizione e il ricordo. Leggi tutto

Inas Al-soqi, Java (detail), 2018, hand cut collage glued on paper

The power of images in Inas Al-soqi’s collages

From Kuwait to Romania to USA, since childhood the artist Inas Al-soqi keeps in mind not only difficult situations she lived, the social changes she undertook or the cultural contrasts she experienced, but also creative stimuli and several accolades. Leggi tutto

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Unnumbered sparks: l’arte interattiva nel cielo di Vancouver

A metà tra una scultura e una tela, la nuvola di notte diventa un’opera in cui lo spettatore e l’ambiente circostante, grazie alla tecnologia, agiscono insieme, per creare suggestive emozioni visive. Leggi tutto

61 Vero Firidolfi

Intorno all’albero alto si balla

Alla luce densa espongo le mie ossa e i muscoli che le ricoprono per poterli vedere e riconoscere come parte del mio corpo. Alla luce che diffonde le promesse del giorno alzo le mani e guardo. Mani di uomo, fatte per il lavoro, costruite secondo una struttura prensile e opponibile per compiere azioni complesse. Guardo il petto dentro il quale si espande il respiro. Lo vedo da sopra e soltanto in parte. È il luogo che preme più forte, che spara di gran cassa, esalta, uccide e rilancia più in alto. Si contrae come un mantice. È la membrana a pieghe di uno strumento attraversato dall’aria. Latra e respira. Riannoda e compone insieme note atmosferiche, nenie velate che si sfaldano a grani. È voce dal ventre e di petto, vibrante di interferenze grasse. Leggi tutto

32 Lucia Schettino, Expellere

Segnali di fumo dalla poesia del XXI secolo

La poesia è morta. O se è viva si nasconde bene. Cancella le sue tracce con cura. È l’impressione che si ha entrando fra le quattro pareti di un’aula universitaria, in cui almeno un centinaio di studenti rimangono muti davanti a chi chiede loro il nome di cinque poeti viventi. Gli studenti sono iscritti a lettere, inutile specificarlo. Il professore è (non di solito, ma in questo caso sì) clemente. Ripete la domanda puntando a ribasso. “Ditemi il nome di tre poeti che non stiano diventando humus per i gerani di mia nonna”. Il silenzio si fa imbarazzante. Quando poi, un po’ estenuato, procede nella sua asta a ribasso, chiedendone “uno solo!”, gli studenti sembrano fingere di non capire bene la domanda. Leggi tutto

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