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Phil Carney: tra pulp e noir il collage rétro

Ho conosciuto Phil Carney in rete diverso tempo addietro nelle mie peregrinazioni per le tortuose e molteplici strade che formano il mondo del collage e mi è sembrato da subito un ragazzo “a posto”, curioso e pieno di inventiva. Mi piacciono i suoi lavori perché denotano una personalità viva e resistente alle “intemperie” della vita e perchè sono pregni di malinconia e stile rétro. Phil Carney ha 29 anni e vive in una città chiamata Bletchley in Gran Bretagna. Crea collage analogici da circa 3 anni esponendoli a Milton Keynes, a Manchester e presso la scuola delle arti di Winchester . Al di fuori della Gran Bretagna ha esposto a Lione in Francia, presso Il Museo di ontologia a Santa Fe, nel New Mexico e presso il Museo Strathroy in Canada. Ho posto alcune domande “format”, che avevo già posto a Franz Samsa nella precedente intervista, perchè voglio che questa sezione dedicata al mondo del collage sia facilmente leggibile e comparabile da chi legge e si avvicina al “nostro” mondo in modo da creare una rubrica dedicata. Ora lascio la parola a Phil e alla lettura del suo mondo tutto particolare, buona lettura a tutti e tutte:

Come hai iniziato a creare con il collage, come hai conosciuto questa tecnica espressiva?15053337_965636693540429_1556374783_o

Ho iniziato a fare collage circa tre anni fa, in primo luogo per l’idea di una copertina da creare per una breve storia che volevo scrivere. Sono sempre stato un fan del mezzo, soprattutto per le possibilità illimitate che ha nella creazione.

Come nascono i tuoi collage?

A volte posso usare solo poche immagini e altre volte ne uso molte di più a seconda di ciò che sto cercando di realizzare. Per i miei collage utilizzo delle immagini di riviste e quotidiani. Per incollare utilizzo o la colla vinilica o quella a spruzzo, a volte dipingendo aree dei miei lavori con vernice acrilica.

La tua è un’arte fatta di “riciclo” delle immagini, ma come e dove scegli il materiale?

Ho scelto di usare principalmente riviste cinematografiche e di boxe (un altro dei miei interessi principali) del periodo che preferisco, gli anni ’40 e ’50. Non amo solo i contenuti delle riviste ma amo la trama stessa delle immagini usurate dall’età. Raccolgo la maggior parte del materiale da negozi di seconda mano o on-line.

In genere, che impressione cerchi di suscitare in chi osserva i suoi collage?15051974_965636810207084_858246354_o

Sono molto influenzato dai film noir e dai romanzi pulp degli anni ’40 e ’50. Con i miei collages cerco di raccontare temi soprattutto derivanti da situazioni di isolamento, di disagio e che trattano il destino e le memorie di amori passati.

In te che impressione suscitano i tuoi lavori?

Tendo ad essere il più naturale possibile, riproducendo la mia tecnica all’interno dei miei collage utilizzando spesso cappelli e mani come soggetti preponderanti. Spesso cerco di fare opere molto soft e altre volte inizio da un tema reale deciso a priori che si trasforma in divenire.

Quali sono le figure che ti ispirano dal punto di vista artistico?

Gli artisti che mi ispirano sono: Man Ray, Francis Picabia, Jean-Pierre Melville, Humphrey Bogart e Bela Tarr.

Cosa significa essere collage artista oggi?

Utilizzo il collage analogico perché mi consente di creare in divenire, non esiste un pulsante “Annulla”, pur sbagliando, quest’arte mi consente di creare così nuovi indirizzi creativi. Oggi esistono molti grandi artisti del collage nel mondo, che sia analogico o digitale o di progettazione grafica. Si tratta di un mezzo espressivo che può essere utilizzato da tutti. Mi piace quindi osservare come un’altra persona crea, osservare l’uso delle immagini e texture che caratterizzano il suo lavoro.

Il Premio o il riconoscimento che ti ha più gratificato qual è stato?

Avere un collage esposto in una Galleria Canadese (la Strathroy) è stato molto importante per me.15051962_965636763540422_1010659374_o

Cosa ti piace e non ti piace di te e della tua arte?

Vorrei che i miei collage diventassero sempre più minimali, molte volte aggiungo nelle mie creazioni più di ciò che avrei voluto. Utilizzo anche la pittura nelle mie opere, pur essendo un terribile pittore, quindi tendo a versare molta vernice pur di non comprare dei nuovi pennelli. Mi piacciono diversi lavori che ho creato nel corso degli anni facendomi condizionare a tratti sia dalla mia parte femminile che maschile. Per quanto mi riguarda, io bevo troppo e mi riduco spesso in pessime condizioni.

Progetti per il futuro?

I miei piani per il futuro sono di continuare a fare collage, cercando altri stili e idee e rilasciando Zines ispirate ai film noir del periodo che prediligo create dal mio collettivo: Il Bullet-Proof Press. Vorrei anche creare un concept seguendo questa mia linea creativa.15053147_965636640207101_187637981_o

di Walter Paganuzzi

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