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Silvia, Maura e la magia del mondo di “TeatroBalocco”

Ho Conosciuto Silvia e Maura per caso,  sentendone già parlare da svariati amici quando ero ancora in “Oltre Collage”, come papabili membri del nostro collettivo. Poi, un giorno, le ho incontrate imbattendomi sin da subito con i loro lavori. Lavori che godono di uno stile particolarissimo e che hanno soprattutto un utilizzo personalissimo della carta e del collage. È quasi un racconto di fiabe che mi porta a ricordi molto intimi e lontani in cui tutto era gioco e fantastici mondi, un mix colorato e ben contrastato di ciò che le personalità, che sono racchiuse in un progetto qual è TeatroBalocco, caratterizza.
In breve conosciamole un po’ di più con la loro Bio:
Maura Esposito e Silvia Testa, nascono entrambe a Oristano nel 1983, hanno frequentato l’Accademia di Belle Arti di Torino e di Brera in Scenografia, Grafica d’Arte e Nuove Tecnologie per l’Arte. Hanno partecipato come TeatroBalocco a diverse mostre e concorsi. Da molti anni utilizzano il collage come tecnica che racchiude un po’ tutte le loro diverse espressioni.
TeatroBalocco nasce da una loro idea nel 2008 a Torino lungo le rive del fiume Po. La difficoltà di aderire a una sola etichetta fa si che la loro ricerca, da quel momento in poi, orbiti intorno ai più svariati mondi delle immagini, del video, del linguaggio e del racconto.
…e scoprendo cosa hanno risposto alle domande della mia rubrica:

Come avete iniziato a creare con il collage, come avete conosciuto questa tecnica espressiva??
Possiamo iniziare a rispondere a questa domanda in maniera un po’ trasversale.
Siamo due personalità artistiche che da molti anni lavorano insieme anche in maniera molto immersiva, probabilmente da molto prima che ne avessimo davvero coscienza. Noi ci conosciamo e ispiriamo noi stesse da quando frequentavamo la prima elementare. Quindi possiamo dire che il primo collage che abbiamo creato siamo noi stesse, Maura e Silvia che diventano TeatroBalocco.
Per quanto riguarda un piano tangibile, abbiamo scoperto dada quando eravamo ragazzine punk e quell’estetica ci ha da subito rapite. 15300606_989104921193606_1654356546_nCome nascono i Vostri collage?
Cerchiamo sempre di tenere una dimensione leggera, anche se non sempre è semplice vista la fame che ci guida e ci spinge sempre a cercare la migliore espressione. Sicuramente nascono dal nostro incontro, dall’unione dei nostri immaginari e dei nostri mondi. Abbiamo il nostro archivio di ritagli, riviste e libri che cresce sempre. Semplicemente ci vediamo e mettiamo insieme le immagini. A volte con un senso pre-scelto, a volte lasciandoci guidare dal senso che l’incontro delle immagini scelgono di seguire. È una bella magia, a volte le immagini fanno tutto da sole. Dipende se scegliamo di essere più cerebrali o più istintive.
Diciamo che siamo abbastanza perfezioniste.

La Vostra è un’arte fatta di “riciclo” delle immagini, ma come e dove scegli il materiale?
Il materiale che scegliamo nasce dalla ricerca e dall’espressione del nostro immaginario, un po’ dall’estetica della stampa d’arte, degli atlanti di anatomia e dagli erbari, sicuramente la fantascienza, ma anche la poesia e la filosofia, infatti gran parte dell’importanza dei nostri lavori per noi è legata anche alla parte letteraria, del titolo. E sicuramente un grande apporto di contemporaneo. Insomma sono molte le fonti di ispirazione, qualsiasi libro, fotografia, rivista, poesia sono le basi dei nostri lavori. Essendo in due abbiamo innumerevoli fonti e spunti dai quali attingere.

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In genere, che impressione cercate di suscitare in chi osserva i vostri collage?
Anche qui le risposte possono essere diverse e molte, come molte siamo noi, anche singolarmente. Sicuramente cerchiamo una finestra verso altri sensi, altri mondi possibili, spesso verso la bellezza. È una fuga. A volte un po’ inquieta o inquietante a volte un po’ più sognante, o più intellettuale. Dipende da chi o cosa ci guida di volta in volta.

E in voi che impressione suscitano i Vostri lavori?
Questa è una domanda difficile, troppo per noi.

Quali sono le figure che vi ispirano dal punto di vista artistico?
L’arte è un’inesauribile fonte di ispirazione, in tutte le sue forme, da quella più “alta” o comunemente considerata tale a quella più “bassa” o fuori da tali classificazioni.
Specialmente per un collagista. Per dare una definizione, che comunque è abbastanza ampia diremmo le avanguardie, qualsiasi esse siano state, siano o saranno.

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Cosa significa essere collage artista oggi?
Ci abbiamo pensato tante volte.
Il collage è una tecnica e un tipo di espressione che ha più di cento anni e l’arte ha oggi moltissimi linguaggi, anche supercontemporanei, che utilizzano il digitale e il web. Eppure in questo momento storico e culturale il collage è molto contemporaneo anche se utilizza principalmente materiali analogici. Carta forbici e colla. Ma la fantasia e l’analisi non sono mai obsolete e nella società delle immagini e del remix il collage è forse quanto di più stabile e contemporaneo ci sia. Ed è sostenibile perché utilizza il riciclo.

Il Premio o il riconoscimento che Vi ha più gratificato qual è stato?
Forse quando ci siamo classificate per un’importante concorso di arte sulle nuove tecnologie con un progetto molto punk e poetico, le cui componenti erano incredibilmente obsolete per il contesto. Ma il progetto e il suo concetto erano così forti da farci selezionare tra i migliori. Parlava del malfunzionamento e i suoi potenziali creativi e delle patologie umane applicate alle macchine.
Poi una mostra sul libro d’arte a Vienna in uno spazio e un contesto fantastici.

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Cosa Vi piace e non Vi piace di te e della Vostra arte? 
Quello che ci piace di più è sicuramente la voglia di fare sempre cose diverse, di non volerci fermare e fossilizzare rispetto a un’espressione o uno stile unico.

Molti artisti hanno un nome d’arte, il Vostro, se lo hai qual è? 
Da molti anni siamo TeatroBalocco. Spesso ci chiedono se siamo una compagnia teatrale. In realtà il nome nasce un po’ per caso. Vivevamo a Torino e cominciavamo a capire di avere una grande urgenza e voglia di creare qualcosa. Ci incontravamo e mettevamo giù progetti, idee, volevamo avere un manifesto, ma a modo nostro. Così prendemmo il brano di un libretto teatrale di un’opera barocca e iniziammo a remixarlo fino a ottenere un testo che incredibilmente prese un senso perfetto rispetto a quello che credevamo e volevamo essere.  Poi andavamo a fare dei riti pagani al dio Po, in modo che lo scorrere del fiume portasse lontano i nostri sogni.
Abbiamo sempre macinato e mescolato materiali preesistenti, che appartenevano alla nostra cultura e ai nostri interessi, come due alchimiste. Anche il nostro nome è nato così, da quel remix.

Progetti per il futuro?
Tanti, tutti.

 

Per avere un idea di cosa creano Silvia e Maura  CLICCA QUI

Walter Paganuzzi

 

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