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Unnumbered sparks: l’arte interattiva nel cielo di Vancouver

A metà tra una scultura e una tela, la nuvola di notte diventa un’opera in cui lo spettatore e l’ambiente circostante, grazie alla tecnologia, agiscono insieme, per creare suggestive emozioni visive.

Creata da Janet Echelman assieme ad Aaron Koblin, direttore creativo del Data Arts Team nel Creative Lab di Google, è stata premiata nella 30° conferenza TED nel 2014 ed installata dal 15 al 24 marzo del 2014 nella città di Vancouver, Canada. La struttura è formata da fili di materiale fibroso, molto leggero ma quindici volte più resistente dell’acciaio, intrecciati per creare un’enorme rete, sospesa tra due palazzi, la quale nell’insieme risulta essere una massa informe e dinamica, sensibile alla forza del vento.

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Di notte, la nuvola si anima di luci e colori coreografati dagli spettatori, che tramite piccoli tocchi sullo schermo del loro smart-phone, sono in grado di dare impulsi che vengono simultaneamente trasmessi alla nuvola sotto forma di disegni, pennellate, luci e colori. È cosi che si anima una massa di fili sospesi in aria, in cui il regista è lo spettatore stesso. Lo stupore e la suggestione diventano ancora più grandi, dato che la struttura è posta nel mezzo del traffico cittadino, dove non ci si aspetta di alzare lo sguardo e vedere una nuvola fatta di luci e colori che fluttua nel cielo. Anche se solo per un istante, ci si stacca dalla frenetica routine giornaliera e si partecipa all’arte.

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La tecnologia dietro la nuvola

La struttura è stata creata da Janet Echelman, in collaborazione con l’ingegnere Peter Happel, attraverso sofisticati programmi di modellazione 3D, tuttavia il risultato emerge nella sua semplicità, in quanto rispecchia con coerenza la semplicità del concept, nato dall’osservazione delle reti da pesca. “Le abbiamo issate su pali per fotografarle”, afferma J. Echelman durante il suo discorso al talk show TED del 2014, riferendosi alle reti da pesca, “ho scoperto le loro superfici morbide, che rivelano ogni increspatura del vento, che cambiano costantemente l’aspetto delle superfici”.

Collegandosi alla rete wi-fi di Unnumbered sparks, lo spettatore, tramite la pagina di Google Chrome, può iniziare a creare forme di diversi colori, che vengono proiettate in tempo reale sulla “tela aerea”. La potenzialità offerta dagli strumenti tecnologici è quella di creare un’opera d’arte interattiva in cui lo spettatore, mosso dalla curiosità e dallo stupore, diventa inconsapevolmente l‘autore stesso. Unnumbered sparks è in grado di unire la tecnologia, le persone e l’ambiente, dando vita ad una incredibile manifestazione d’ arte.

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Il suo nome, “Unnumbered sparks”, è una citazione dell’opera Julio Cesar di Shakespeare: “Skies painted with unnumbered sparks” (“Cielo dipinto con innumerevoli stelle”) e sta ad indicare che “ognuno di noi è una di quelle stelle – quelle scintille – e di essere in grado di dipingere i cieli“, dice Echelman.

La nuvola trasmette un senso di protezione per la sua grande massa che aleggia sulle teste dei passanti, affascina per le sue forme e colori che si muovono con grazia e sinuosità, catturando l’occhio umano che si perde nel suo flusso continuo. La tecnologia diventa il mezzo attraverso cui realizzare opere d’ arte e le persone possono sentirsi unite a ciò che li circonda, ai vicini, agli estranei.

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