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Walter Paganuzzi

Walter Paganuzzi has 8 articles published.

Collagistas Festival e la celebrazione dell’arte del collage

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L’atmosfera e l’entusiasmo di Berlino (sede della prima edizione del Collagistas) non è mai cambiata ma anzi è cresciuta nelle varie edizioni del Festival. A confermarlo è stata la 4a edizione del più grande festival dedicato al collage che si è svolta quest’anno a Milano dal 22 al 29 settembre, ospitata all’interno della splendida location di STECCA 3.0. Leggi tutto

Il mondo onirico e colorato di Valentina Biasetti

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Oggi vi presento un’artista che solo fino a un certo punto ha a che fare con il collage in quanto può essere considerata un’illustratrice o pittrice che utilizza, però, un metodo compositivo che si avvicina molto a quello utilizzato da un collagista. Sono rimasto colpito sin da subito dalle sue creazioni proprio perché l’artista in questione si propone e crea arte in una maniera molto simile alla mia, nonostante i soggetti molto differenti e una atmosfera a volte molto fredda e didascalica (a tratti “fastidiosa”) ma piacevolmente armoniosa e carica di emozioni.

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Strange is better: Daria Passini e l’amore per i Collage

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Essendo un collage artista da ormai 5 anni e utilizzando molto i social per poter arrivare, con le mie creazioni, a più persone possibili, nel mio peregrinare, mi sono imbattuto in una persona assai simile a me nella pratica della condivisione dell’arte che più amo, il collage appunto. Quindi ho contattato la persona in questione, proponendoli di finire qui fra le righe della mia rubrica e di Rapsodia e ora appunto scrivo per spiegare e illustrarvi brevemente un po’ una parte del suo mondo e del piacere e interesse che condividiamo. Lei si chiama Daria Passini ha ventisei anni ed è originaria della provincia di Brescia. Ha frequentato la facoltà di Medicina e Chirurgia a Milano, quindi senza una formazione artistica propriamente detta. Si è avvicinata al mondo del collage nel 2014 in modo assolutamente amatoriale perché da tempo seguiva pagine Facebook di blog di arte molto conosciuti come “The Jealous Curator” e “Artistic Moods”, ed è proprio tramite queste pagine che ha notato i suoi primi collage.

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Timmerman: dell’interazione con l’inaspettato

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Nel Panorama delle realtà milanesi di fruitori e organizzatori di eventi artistici non può mancare un progetto fresco e dinamico come quello che vi sto per presentare. Si tratta di un progetto di recente realizzazione e ideazione, curato da un gruppo ristretto di persone che conosco personalmente e con cui collaboro e che ammiro oltre a stimare per il processo, la professionalità e l’umanità che mettono in tutto ciò in cui credono, ideano e costruiscono.
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Uno sguardo “curioso” (e una conoscenza più attenta) da parte del pubblico di “Rapsodia” è quindi doveroso e può essere un incentivo a perseverare nel lavoro che questi ragazzi e ragazze mettono in campo, autogestendo e organizzando eventi sempre molto interessanti e con riscontro di pubblico e seguito molto numeroso e appassionato e in continua crescita. Il nome di questo progetto è Timmerman.

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Silvia, Maura e la magia del mondo di “TeatroBalocco”

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Ho Conosciuto Silvia e Maura per caso,  sentendone già parlare da svariati amici quando ero ancora in “Oltre Collage”, come papabili membri del nostro collettivo. Poi, un giorno, le ho incontrate imbattendomi sin da subito con i loro lavori. Lavori che godono di uno stile particolarissimo e che hanno soprattutto un utilizzo personalissimo della carta e del collage. È quasi un racconto di fiabe che mi porta a ricordi molto intimi e lontani in cui tutto era gioco e fantastici mondi, un mix colorato e ben contrastato di ciò che le personalità, che sono racchiuse in un progetto qual è TeatroBalocco, caratterizza.
In breve conosciamole un po’ di più con la loro Bio:
Maura Esposito e Silvia Testa, nascono entrambe a Oristano nel 1983, hanno frequentato l’Accademia di Belle Arti di Torino e di Brera in Scenografia, Grafica d’Arte e Nuove Tecnologie per l’Arte. Hanno partecipato come TeatroBalocco a diverse mostre e concorsi. Da molti anni utilizzano il collage come tecnica che racchiude un po’ tutte le loro diverse espressioni.
TeatroBalocco nasce da una loro idea nel 2008 a Torino lungo le rive del fiume Po. La difficoltà di aderire a una sola etichetta fa si che la loro ricerca, da quel momento in poi, orbiti intorno ai più svariati mondi delle immagini, del video, del linguaggio e del racconto.
…e scoprendo cosa hanno risposto alle domande della mia rubrica:

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Alvaro Sànchez: dal Guatemala col suo taccuino dadaista.

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Alvaro Sànchez è un artista poliedrico e molto produttivo. Non lo conosco di persona e la nostra conoscenza si limita alle nostre chiacchierate in chat e ai nostri continui scambi di visioni e di gusti all’interno del mondo del collage. Tutto questo non gli ha impedito di esercitare un certo fascino nei miei confronti in quanto alla sua provenienza. Mi spiego meglio, reputo molto affascinante personalmente l’atmosfera, la creatività e i contenuti presenti in molte opere sue e non, provenienti dall’America Latina e Alvaro ne è proprio un degno rappresentante e “sognatore” con un personalissimo tratto caratteristico. Alvaro Sànchez nasce nel 1975 ed è un graphic designer autodidatta e artista che abita a Città del Guatemala.
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Ha collaborato e pubblicato su riviste d’arte e design di tutto il mondo. I suoi lavori sono stati esposti, tra tutti, in paesi come: Italia, Francia, Germania, Spagna, Stati Uniti d’America, Costa Rica, Ucraina, Svezia, Norvegia, Grecia e Guatemala. Il suo lavoro si basa principalmente su collage digitale e Analogico. L’amore per il materiale vintage o d’epoca è di grande rilevanza per creare le texture e forme della sua arte. La maggior parte delle sue opere sono ispirate dalla letteratura, dalla pittura, dalla musica e dal cinema, ma la sua ispirazione principale è rappresentata da Città del Guatemala e dalle sue strade. Di più, Alvaro scrive di musica su magazine e media digitali.
Eccovi le sue risposte alle domande della mia rubrica, gustatevele tutte e, se volete, ritrovatevici:

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Phil Carney: tra pulp e noir il collage rétro

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Ho conosciuto Phil Carney in rete diverso tempo addietro nelle mie peregrinazioni per le tortuose e molteplici strade che formano il mondo del collage e mi è sembrato da subito un ragazzo “a posto”, curioso e pieno di inventiva. Mi piacciono i suoi lavori perché denotano una personalità viva e resistente alle “intemperie” della vita e perchè sono pregni di malinconia e stile rétro. Phil Carney ha 29 anni e vive in una città chiamata Bletchley in Gran Bretagna. Crea collage analogici da circa 3 anni esponendoli a Milton Keynes, a Manchester e presso la scuola delle arti di Winchester . Al di fuori della Gran Bretagna ha esposto a Lione in Francia, presso Il Museo di ontologia a Santa Fe, nel New Mexico e presso il Museo Strathroy in Canada. Ho posto alcune domande “format”, che avevo già posto a Franz Samsa nella precedente intervista, perchè voglio che questa sezione dedicata al mondo del collage sia facilmente leggibile e comparabile da chi legge e si avvicina al “nostro” mondo in modo da creare una rubrica dedicata. Ora lascio la parola a Phil e alla lettura del suo mondo tutto particolare, buona lettura a tutti e tutte:

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Franz Samsa: l’arte e l’orgoglio di “fare” collage

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Voglio presentarvi, dopo averlo incontrato in una umida e fredda serata milanese, Mirko Pugliara in arte Franz Samsa.
franz_samsaFranz è un collagista italiano che nasce nel 1982 a Siracusa. Si è formato all’Accademia delle Belle Arti di Bologna per poi iniziare a dipingere nel 2002. Nel 2014 inizia ad usare la tecnica del collage, facendola diventare una sua cifra distintiva molto forte. Alla fine del 2015 entra a fare parte del collettivo italiano “Oltre Collage”. Nel 2016 ha esposto i suoi quadri alla mostra Internazionale “Collagism, a Survey of Contemporary Collage” organizzata da Kolaj Magazine, presso il museo canadese di Strathroy. Inoltre ha collaborato con i più grandi artisti di collage del momento come André Bergamin (Brasile), Martin Carri (Argentina), Fred Free (Usa), Bill Noir (Francia).
Ecco chi è Franz Samsa, buona lettura a tutti e tutte:

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