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Teen Town - page 2

Brani Celebri, Music Topics, Musicology, Promozione

Vuoti che non si colmano nemmeno dopo ventidue anni: Sketches for My Sweetheart, the Drunk

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Tra i vari dubbi esistenziali a cui è difficile, o forse impossibile, dare una soluzione, tra i primi posti per me c’è la morte di Jeff Buckley. Non sono mai riuscito a capire se sia stata sbagliata nei luoghi, nei modi, ma soprattutto nei tempi, o se sia invece stata la perfetta, ironica fine di un piano minuziosamente architettato da un’entità superiore, per non metter mai Jeff di fronte al fatidico secondo album. Leggi tutto

VIVETELA! // La nuova musica per giugno

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Abbiamo portato la nuova musica anche per giugno, per accomodarci nell’appartamento musicale del periodo estivo, dopo questo maggio travestito da dicembre (qui la playlist di maggio). Leggi tutto

Il numero di Erdos-Brown: misurare l’influenza del Godfather of Soul

NEWPORT, RI - JULY 6:  Godfather of soul James Brown performs onstage at the Newport Jazz Festival on July 6, 1969 in Newport, Rhode Island. (Photo by Tom Copi/Michael Ochs Archives/Getty Images)

Se ci fosse un modo per misurare in maniera oggettiva l’impatto di una sola persona su un genere musicale, potremmo stare certi che con James Brown e il soul, il funk, l’hip-hop e l’r&b si potrebbe stabilire con ogni probabilità un record assoluto. In fondo parliamo dell’artista più campionato di tutti i tempi. Possiamo però valutare, in un certo senso, quanto sia stato in grado di plasmare un sound partendo dal lavoro dei suoi collaboratori.
L’ispirazione per questo indice viene dal numero di Erdos, nato in maniera scherzosa per valutare “la distanza” che separa un matematico qualunque dall’ungherese Paul Erdos, il più pubblicato dai tempi di Eulero. Anche Kevin Bacon ha ricevuto lo stesso trattamento, quindi perché non provare con Mr Please Please Please? Leggi tutto

Finché continua a piovere e l’estate non arriva, possiamo ascoltare beabadoobee

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Prendiamo Alanis Morissette. Togliamole per prima cosa quel doloroso conto aperto con la vita, così che magari adesso non dica più frasi tipo every time I scratch my nails down someone else’s back I hope you feel it. Poi rendiamola inglese, non più canadese, e più bedroom-chill, qualunque cosa sia, rispetto all’alternative-grunge di Jagged Little Pill –che, per la verità, il bedroom-chill è abbastanza in linea con la sua recente e mortifera svolta verso il food blogging vegano, più o meno. Possiamo discuterne, ma non adesso, ché mi viene sempre un po’ da piangere quando penso che ha smesso di scrivere canzoni per postare ricette biologiche su Facebook. Leggi tutto

All’improvviso tutto è cambiato: i 20 anni di The Soft Bulletin

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Essere in un gruppo garage-rock negli anni ’90 – quelli dell’esplosione del grunge, della strofa suonata piano e del ritornello molto forte – e avere un bel contratto di sette dischi con una major come la Warner Bros doveva essere il sogno di tanti musicisti nel 1997. Non era però il sogno che Wayne Coyne aveva in mente per i suoi Flaming Lips, che una volta finito questo periodo, avevano raccolto una sola piccola hit, la scanzonata filastrocca She don’t use jelly. In una recentissima intervista con NME, lo stesso Coyne ha affermato che “c’era questo mondo in cui era necessario vendere dischi e fare grandi concerti in cui non ci trovavamo a nostro agio”. Leggi tutto

Hope Tala, per un’estate dal cuore spezzato

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Hope Tala, da Londra, è una cantautrice che unisce le più classiche influenze soul al mondo della letteratura. Lo stesso Hope Tala, infatti, è un’espressione tratta da un passo di “The Goldfinch” di Donna Tartt in cui viene alla luce l’amore nella capacità di ferire e nella sua bellezza. Due opposti vecchi come il mondo, che nelle sue canzoni assumono dei connotati particolarmente autentici.
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ASSAPORATELA! / Anche a maggio siamo pronti con musica fresca!

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La fonte delle nuove uscite non smette mai di rinfrescarci (e qui potete ritrovare il mese di aprile, nel caso ve lo foste persi). Ponti su ponti non hanno fermato singoli, album ed EP dei nostri artisti preferiti.
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Innamoratevi dei Fontaines D.C.!

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Di album di debutto che grazie ad accenti marcatamente britannici cominciavano già col sapore di cieli plumbei la storia è piena, e i Fontaines D.C. potrebbero sembrare la naturale estensione in terra irlandese di questo cliché. L’onda lunga degli Shame e degli Idles (con cui, oltre a un amore per il caps lock, condivideranno un lungo tour a breve) ha esposto alle luci della ribalta questi 5 dublinesi, diligenti studenti della lezione post-punk. Un’ascesa fulminea li ha portati in soli 3 anni al loro debutto sulla lunga distanza, prodotto da Dan Carey, Dogrel. Leggi tutto

Di anti-folk, sadcore e lo-fi: tre evidenze per una primaverile malinconia musicale

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Ci sono, nella vita, dei mantra che non passano mai di moda. Tipo che non ci sono più le mezze stagioni – che poi, in realtà, se ne potrebbe discutere, in un’altra sede –, che morto un papa generalmente se ne fa un altro, o che nulla è certo, ma le tasse e la morte, quelle sì. Ecco, ce n’è poi un altro, che più vado avanti con gli anni, più mi rendo conto che non passerà proprio mai: Leggi tutto

Souvenir, i Cara Calma e il coraggio di essere rock in Italia nel 2019

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Credo sia pacifico riconoscere che negli ultimi due anni, in Italia, il termine indie in ambito musicale (ma non solo) è generalmente sfuggito di mano. La playlist “Indie Italia” di Spotify, per dire, passa, nel giro di 45 brani, da Coez, a Myss Keta, ai Fast Animal Slow Kids, a Giorgio Poi, e si potrebbe andare avanti ancora un bel po’. Se da un lato si possono senz’altro trovare delle analogie in termini di background, di influenze musicale (fino a un certo punto) e di retorica nei testi, se facessi ascoltare a mio padre i quattro di cui sopra uno dopo l’altro, sono abbastanza convinto che non li inserirebbe mai nella stessa playlist. Leggi tutto

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