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Hope Tala, per un’estate dal cuore spezzato

Hope Tala, da Londra, è una cantautrice che unisce le più classiche influenze soul al mondo della letteratura. Lo stesso Hope Tala, infatti, è un’espressione tratta da un passo di “The Goldfinch” di Donna Tartt in cui viene alla luce l’amore nella capacità di ferire e nella sua bellezza. Due opposti vecchi come il mondo, che nelle sue canzoni assumono dei connotati particolarmente autentici.

Nel suo EP del 2018, Starry Ache, i pezzi sono tutti contraddistinti da una grande sobrietà che mescola con i giusti equilibri le parti più orecchiabili e quelle invece più autoriali. Il giro di chitarra acustica calante e piangente di “Blue”, la più variopinta “Valentine”, dove si inseriscono anche delle sortite elettroniche e “Eden”, la canzone più R’n’B di tutte e probabilmente la più riuscita, Sono tutti episodi che promettono bene e di cui in un certo senso si riescono a vedere i primi frutti in “Lovestained”, singolo uscito pochi giorni fa.

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Qui i toni si fanno maggiormente radiofonici, ma il lavoro fatto in Starry Ache non viene lasciato alle spalle, ma sublimato in una versione più accattivante. Il pezzo è pienamente classificabile entro un R’n’B alternativo e alcuni suoi passaggi somigliano molto ad alcune tracce di “Miss Universe” di Nilüfer Yanya, disco più pop ma molto simile quanto a parte vocale. Per ora abbiamo una canzone in più da ascoltare quest’estate nei momenti di nostalgia, ma se riuscirà a passare ad uno stato di maggiore tridimensionalità, in Hope Tala potremmo finire per trovare anche qualcosa di più di una semplice cotta estiva.

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