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Il teatro disegnato ed il cavaliere errante: il Don Chisciotte di Gek Tessaro

Il sogno, l’ostinazione, l’ideale. Di sogni giganti e battaglie, immagini ingombranti ancora più delle speranze del protagonista, è animata la storia del Don Chisciotte. Parodia sì, ma storia animosa ed amara assieme, vivida di emozioni portate allo stremo, compito della follìa: è tramite il fuoco del protagonista, reso ancora più brillante e folle dal paragone con la realtà attorno, che la storia di Cervantes si mantiene nei secoli come una delle più commoventi dell’umanità, una delle sue declinazioni portate al più sincero estremo.

Come portare, quindi, una storia così strabordante, comica e straziante su di un palco? Come fare rivivere la realtà filtrata dallo sguardo di Don Chisciotte, così distorta ma al contempo così viva e radicata nel reale? La risposta di Gek Tessaro, autore ed illustratore di libri per bambini, poliedrico artista veronese attivo dal ’92, passa attraverso il suo “teatro disegnato”: una lavagna luminosa attraverso cui la sua padronanza delle tecniche miste lascia sfogare sulle proiezioni disegni forti, animati, intensi, guidati dalla musica e dalle parole della sua rilettura della parabola chisciottesca che lui stesso recita al microfono mentre disegna. Il Cuore di Chisciotte è un libro per bambini che ha vinto il Premio Andersen 2012 come miglior albo, sì, ma è anche e soprattutto uno tra gli spettacoli più belli che Tessaro porta in giro, l’unico in cui si confronta con una storia già scritta da altri e così già radicata nell’immaginario collettivo attraverso mille simboli.

Ma la narrazione per bambini, quei simboli, li sa gestire perfettamente proprio grazie alla sua semplicità. E semplicità e simbolismo stanno proprio alla base della grande potenza narrativa del teatro di figura, di cui Tessaro conosce le arti: nella sua lunga carriera ha disegnato e continua a disegnare albi dalla poetica intensa e nel mentre sviluppa sempre di più la portata poetica del suo tratto applicata al teatro. Molte sono le sue illustrazioni dal vivo di pezzi orchestrali, da Pierino ed il Lupo di Britten alle Quattro Stagioni, ma il massimo dell’artigianalità sta proprio negli spettacoli che porta lui, solo, in giro: è l’arte del cantastorie, del nonno che racconta la fiaba e che, pur sotto l’etichetta del “teatro per bambini”, riesce a raccontare storie dalla portata universale, che risuonano a tutte le età.

Ne Il Cuore di Chisciotte l’incantesimo si svolge chiaro ed intenso, regalato a tutti. La storia, e con essa tutta la sua poesia, sboccia sotto gli occhi del pubblico grazie alle immagini che costantemente nascono, mutano e fuggono per lasciare spazio al quadro successivo, accompagnate per mano dalla voce del performer. Queste immagini imprimono nell’immaginario impulsi forti, in un crescendo che segue la parabola del Cavaliere Errante in tutta la sua sbilenca lunghezza, terminando lo spettacolo col commovente pezzo dedicato da Fossati alla sua figura e lasciando così agli spettatori l’ultima forma prima del buio, i sospiri, i meritati applausi.

Il Cuore di Chisciotte, regia di Gek Tessaro e Lella Marazzini, gira l’Italia dal 2012. Testi, voce e proiezioni di Gek Tessaro, liberamente ispirati dal Don Chisciotte di Miguel de Cervantes Saavedra.

Articolo di Isidoro Concas

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