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MAJAKOVICH – ELEFANTE

A due anni da “Il Primo Disco Era Meglio” (21 Aprile 2014 per V4V, To Lose La Track e MEtrodora Records) registrato “sotto le mani sapienti di Tommaso Colliva” (Calibro 35, Muse) è uscito il 25 gennaio “Elefante”, secondo lavoro in italiano dei Majakovich, prodotto dalla band e da Andrea Sologni.
Il disco si apre con la solenne “Elefante”, carica di suoni e di feedback, che alterna ritmi di marcia a “pause” colme di archi e introduce , con una voce molto effettata, un’atmosfera tormentosa e nostalgica che pervade tutte le canzoni dell’album.

Le chitarre energiche e distorte e le batterie e i bassi “acidi” di gusto punk-rock accompagnano, fino alla sesta traccia “Piero Portami a Scuola” messaggi forti che rievocano, in chi ascolta, immagini oniriche legate al passato, forse al ricordo doloroso, al rapporto, complesso, tra l’individuo e la collettività.

Ne “L’ultimo istante prima di partire”, vero e proprio momento di respiro per l’ascoltatore (prima dei brani di chiusura), dalla cadenza più lenta, suona un pianoforte; riecheggiano parole, forse dedicate ad una donna o ad un amico o, più in generale, ai rimpianti legati alle aspettative disattese di un passato che non ritorna. In fondo, però qualcosa che dà senso al presente, in una prospettiva speranzosa, davvero esiste, ed è legato alla ricerca profondamente umana dell’ “altro”: “Se fossimo insieme adesso, non avrebbe senso neanche il tempo”. “Salvati” chiude l’opera, l’Africa entra prepotentemente nella materia, nella sostanza “sentimentale” del disco. L’Africa è forse un sogno? L’Africa è evasione?
Majakovich è su facebook. Lì potrete trovare tutte le indicazioni per acquistare “Elefante” o per ascoltarlo, integralmente, su YouTube o Spotify.

di Andrea Capuano

In collaborazione con Promorama

www.promorama.it

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