Potessi battere col ramo i due serpenti

Potessi battere col ramo i due serpenti
forse scatenerei il danno: forse
l’affanno poserebbe i denti ad altre
questioni private (non peserei
ogni alfabeto ogni epiteto mal
preso sulla bilancia del tuo
non saprei): e viro factus femina
contrariamente andato non arderei
che della semina per cui al mondo
sarei nato. Mi volgo
col bastone da venire a consumare
l’anfibio con lo sguardo: ti batto
donnina o ti rilascio; mi tengo il vaso
o lo bistratto –

Nel dubbio l’anfibio è già scappato
rimango invasata dentro al vaso:
il sangue mi tolgo di dosso,
il sangue mi resta attaccato.

Autrice: Alma Spina

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